Vieni e Vedi

Stanchi e perciò felici

Io nella marcia mi ci sono buttato.
A capofitto senza pensare, perché se avessi pensato non l’avrei fatto.
Ed ho fatto bene!
La marcia è un’esperienza di fede.

Ho 22 anni e 170km di ricordi nelle scarpe:
La marcia per me è stata una lente d’ingrandimento. Mi ha reso grandi i piccoli particolari che troppe volte sfuggono!
Passo dopo passo, percorrendo nuove esperienze e nuove amicizie, ho scavato sempre più in fondo per provare a rispondere alle domande chi sono e dove sono.
Ed ho fatto circa 125mila passi.
Gli stimoli sono stati tanti!
Per me lo stimolo più importante è stato il sudore.
Che appiccica i vestiti, ma appiccica anche le persone! Non c’è colla più forte del sudore.
Il ricordo più forte non è tanto la fatica in sé, ma la bellezza del condividerla insieme!

Era troppo bello guardarsi intorno e vedere i volti stanchi, rossi paonazzi dalla fatica, completamente sudati ma con dei sorrisi immensi che cozzavano totalmente con il resto!
La famosa frase “stanchi ma felici“, eravamo noi!
Anzi io direi “stanchi e perciò felici“.
Perché la stanchezza era la testimone più sincera che noi quei giorni li stavamo vivendo, ma vivendo davvero!
Ai dolori sparsi qua e là potevo dare dei nomi, dei volti, dei luoghi, delle emozioni!

Poi ci sono stati gli arrivi.
Ogni giorno mi sentivo di essere arrivato da da qualche parte, e che qualcuno era arrivato in me.
Sempre per mano, sempre accompagnato.
Ogni sorriso donato, ogni parola suggerita, ogni paura scardinata era un arrivo!
Ma è stato solo quando le nostre scarpe hanno lasciato le impronte nella Porziuncola, che finalmente avevamo raggiunto la meta.

Alla meta non ci arrivi per caso, la stabilisci prima di partire.
Ma la mia meta era diversa da quella stabilita in partenza, era sempre la Porziuncola, ma con 170km di bellezza in più.
La meta è stata guardare indietro ripercorrere i 125mila passi uno ad uno, e pensare:
“Oh, Gesù alla fine ho fatto bene a buttarmi!”.

Daniele

Vieni e Vedi

5 Mar

Formazione Animatori

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