Manuel

Testimonianza di Manuel

Tu, Speranza certa

Sulla scia di Francesco, innamorato di Cristo, siamo partiti verso il perdono che ci aspettava ad Assisi, e al giubilo che ci attendeva a Roma.
Lungo la via ho compreso chi fossero i miei fratelli e le mie sorelle, nella gioia e nella difficoltà della quotidianità; le mie madri ed i miei padri, per l’ascolto e per la cura ricevuta.

La famiglia non consanguinea, ma unita per Fede, che si è realizzata in un legame di stima ed amicizia reciproca, in una settimana ricca di comunione, convivialità e preghiera, mi ha letteralmente commosso.
Commuoversi e muoversi con questa “fatica lieta sulle proprie spalle” è stata una consapevolezza decisiva per il mio marciare a passo d’uomo, che ha aiutato a rimpossessarmi dei ritmi che abitano ognuno di noi, senza deleterie frette o risultati immediati illusori.

Quindi, mettendomi in scia dietro a Qualcosa e Qualcuno di più grande (con la Q maiuscola), ho compreso che nulla più conta che affidarsi e lasciarsi fare da Colui che tutto fa e prepara sulla tua strada.
La mia libertà stava nell’obbedire a quello che era fatto per me e di accoglierlo, per non mentire a me stesso, per non mancare il bersaglio promesso, per una sensazione (e non solo emozione) di Pace e Bene che porterò nella mia realtà, così da illuminare con Luce nuova ciò che prima pareva buio o nella penombra.

Questo vivo senso di corresponsabilità e fraternità è il lascito di una esperienza che profuma di grazia, benedizioni e segni che non si possono spiegare solo a parole.
Lì dove la parola muore resta un silenzio eloquente, se si impara a contemplare il creato con tutte le sue creature.