Giulia

Testimonianza di Giulia

I cuori in marcia

Mi sono iscritta alla marcia con un po’ di timore, perché non avevo mai fatto un cammino prima d’ora e mi sentivo completamente impreparata. Col senno di poi, mi sono resa conto che l’unica “preparazione” che conta è la disponibilità a lasciarsi sorprendere. Sono giorni difficili da descrivere, perché sono stata travolta da una grazia dietro l’altra fino a perderne il conto.

Non avrei mai pensato che fosse possibile sentirsi a casa con uno zaino in spalla e tante persone (di cui molte all’inizio erano sconosciute), eppure non mi sono mai sentita così pienamente me stessa. Qualcuno l’ha definita “una preghiera con le gambe”. Ed effettivamente è proprio così; il corpo è in movimento, ma è un cammino che riguarda soprattutto il cuore. La cosa straordinaria è stato vedere come i nostri cuori hanno iniziato a marciare insieme: c’era sempre una mano pronta a stringere la mia, una canzone da cantare insieme, storie da ascoltare e da raccontare e tantissima gioia da condividere.

È un’esperienza autentica in cui si impara a viaggiare leggero e, paradossalmente, questo approccio è ciò che arricchisce. Ho scoperto che l’essenzialità rende lucidi, che l’abbondanza non sta nella quantità di oggetti che ci sono nello zaino, ma piuttosto nella ricchezza che il rapporto con l’altro e con Cristo possono dare.

I frati e le suore che hanno organizzato e animato la marcia sono stati meravigliosi. Tutto era in semplicità, ma nulla era lasciato al caso; dietro ad ogni attività c’era una cura incredibile che mi ha fatta sentire custodita fino all’ultimo giorno.

Sono tornata a casa sentendomi profondamente grata, amata e, soprattutto, sorella. È stato come essere parte di una grande famiglia, ed è una sensazione di pienezza impagabile.