Vieni e Vedi

Una croce sullo sfondo

Non riesco a riprendere sonno, stanotte. Solo un brutto sogno, in fondo, ma quanta angoscia!

Non che me ne stupisca: e’ un periodo in cui sto facendo i conti con tante cose. Pero’ me ne vergogno, questo si’, perche’ non piace a nessuno scoprirsi fragili.
Ma non posso farci niente: questo deserto lo devo attraversare tutto, e non c’e’ training autogeno che possa eliminare del tutto il dolore. E cosi’ me rimango immobile sulla branda, ascoltando i battiti del cuore.
A ripensarci bene, pero’, il sogno era un po’ diverso da quelli soliti. Certo, la paura c’era sempre, e con lei mille minacciose fantasie, che chissa’ perche’ di notte diventano quasi reali. Ma questa volta ho intravisto qualcosa sullo sfondo. Sfocata, minuscola e silenziosa, sullo sfondo c’era una croce.
Una croce. Mi torna in mente il giorno appena trascorso. Venerdi’ Santo. Gesu’ che accetta la croce come gesto d’amore supremo.
Amore.
Dolore.
Io quella croce non la volevo baciare. Come si fa? Come si fa ad abbracciare il dolore?
L’unica cosa che vorrei è che sparisse. O che sparissi io. Ma c’era chi cantava, questo Venerdi’ Santo, e cantando mi incoraggiava. É grazie quelle voci amiche che alla fine ho baciato il legno. Col batticuore per la paura.
Da solo non ce la faccio, Signore. Da solo non ce la faccio. Abbi pieta’ di me.
E quella croce e’ ricomparsa in sogno, dopo lo strappo, dopo l’angoscia. Lui era li’, e sembrava volermi abbracciare. Ha sofferto anche questo. Anche questo. Fino alla fine, per amore. Ed è risorto.
Questa notte l’ho incontrato. L’ho incontrato proprio nel luogo che credevo mi escludesse dalla sua gioia. Proprio nello scandalo piu’ vergognoso.
Passione.
Resurrezione.
Allora forse questo deserto non e’ obiezione, ma via privilegiata. Forse è da qui, e’ proprio da qui che devo passare per imparare ad amare.
La Croce non s’impone mai, ma se ne sta defilata sullo sfondo. Posso decidere di ignorarla o alzare gli occhi e cercare lo sguardo di Lui.
Luca

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