Vieni e Vedi

Ce la farò ad arrivare in fondo?

“Quest’anno faccio la marcia!”

Me ne hanno sempre parlato bene in passato ed ero curioso di mettermi alla prova, per la mia prima volta in un pellegrinaggio. L’emozione dell’inizio, la curiosità per tutti quei volti nuovi attorno a me, la speranza di vivere un’esperienza stimolante.

Ma il primo giorno di cammino è stato durissimo: salite e discese frequenti sotto il forte caldo estivo mi avevano messo a dura prova e avevano suscitato in me un dubbio persistente e frustrante: “Ce la farò ad arrivare in fondo? O sarò solo di peso agli altri marciatori? Forse non sono abbastanza allenato…è meglio che rinunci, prima che mi accorga di non essere in grado e ne resti deluso?”.

Ce la farò ad arrivare in fondo? 2La fatica ti spiazza, se non sei abituato e cerca di buttarti giù in ogni modo. Il secondo giorno mi guardo intorno e vedo volti sorridenti e felici; eppure anche loro stanno soffrendo la difficoltà del cammino. Ed ecco la domanda che ha cambiato tutto: “Ma come fanno? Com’è possibile tutto questo?

Solo dopo ho cominciato a capire quei dettagli che prima mi erano sfuggiti: l’animazione e i canti mentre si marcia, le parole e le risate durante la camminata, le condivisioni e le catechesi durante le soste erano un modo per non “dar retta” alla fatica che avevi addosso, a quella stessa fatica che voleva convincermi a terminare la marcia prima del tempo. Erano un modo per puntare il tuo sguardo verso Qualcuno…verso quel Qualcuno che con la Sua presenza costante ma discreta ha sempre sussurrato ad ognuno di noi: “Non ti arrendere! Ti prego, non mollare! Io sono qui che ti aspetto, ho un dono immenso per te!

E che doni ho ricevuto a questa marcia! Quando ti sforzi per mettere da parte i tuoi problemi e proiettarti verso chi ti sta intorno, provi sulla tua pelle la bellezza di affrontare le fatiche senza troppi pensieri e preoccupazioni, tutto dedito alla scoperta di chi ti è accanto, dedito a vivere ogni istante di quel cammino che, insieme alla tua comunità, ti porterà verso il Perdono più grande. E allora come fai a non ballare anche di sera, arrivato a destinazione alla fine della giornata, nonostante tu abbia i piedi sfasciati? E allora come fai a non piangere di gioia e a ringraziare Dio davanti alla Porziuncola, quando sei mano nella mano coi tuoi compagni di cammino e ripensi a tutta l’abbondanza e la bellezza che hanno misteriosamente invaso il tuo cuore e ogni parte di te? E allora come fai a non cantare a pieni polmoni che quel Qualcuno si è rivelato nel tuo buio, vuole spazzare via ogni tua paura, ti ha voluto condurre fino a lì oltre ogni ostacolo e che quel Perdono, quel dono accolto nel profondo della tua anima, ti fa venire il desiderio profondo di ricominciare da zero?

Se non conosci la marcia e non sai ancora se partecipare, permettimi di toglierti ogni dubbio: iscriviti!

Non basterebbero mille parole per spiegare tutta un’esperienza così: la si può solamente vivere. Prepara il tuo zaino anche se non sai di preciso a cosa andrai incontro. Conoscerai persone meravigliose che ti contageranno nel profondo con la loro gioia e a tua volta sarai per loro un dono nei momenti più belli e più difficili. Porterai a casa quegli spunti di crescita che ti spingeranno a voler dirigere costantemente la tua vita verso l’alto. Saprai che nonostante le ri-cadute e le fatiche, proprio come alla marcia, nella vita il Signore sarà sempre lì che cammina accanto a te e ti si mostrerà anche nei volti, nei sorrisi e nella gioia delle persone che Lo hanno già incontrato. E a quel punto il cuore ti dirà: “Sì: anch’io voglio essere gioia vera, ogni giorno della mia vita!”

Lorenzo

Ce la farò ad arrivare in fondo? 3

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23 Feb

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